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Norges Bank Investment Management definisce il piano d'azione per il clima 2030 verso l'obiettivo di zero emissioni nette

Norges Bank Investment Management definisce il piano d'azione per il clima 2030 verso l'obiettivo di zero emissioni nette

Norges Bank Investment Management definisce il piano d'azione per il clima 2030 verso l'obiettivo di zero emissioni nette


• Il più grande fondo sovrano del mondo rafforza la sua strategia di gestione del rischio climatico, puntando ad allineare il portafoglio ai percorsi globali per raggiungere zero emissioni nette entro il 2050.
• Il piano 2030 amplia l'attenzione sui rischi legati alla natura, sulla resilienza climatica fisica e sull'analisi basata sull'intelligenza artificiale per migliorare le decisioni di investimento.
• Il fondo collega direttamente l'azione per il clima alla performance finanziaria, inquadrando il rischio climatico come sistemico per la stabilità del mercato e la creazione di valore a lungo termine.

Argomenti finanziari a favore del rischio climatico

Norges Bank Investment Management (NBIM), gestore del fondo sovrano norvegese da 1.6 trilioni di dollari, ha presentato il suo Piano d'azione per il clima 2030, rafforzando l'integrazione dei rischi climatici e naturali nella strategia di investimento. Il piano si basa sul quadro di riferimento per il 2025 e su due decenni di impegno per il clima, integrando la convinzione che "il rischio climatico è un rischio finanziario" al centro del mandato del fondo.

La strategia posiziona NBIM come punto di riferimento globale per gli investitori istituzionali che desiderano collegare la performance del portafoglio ai risultati della transizione. Con modelli climatici che prevedono un potenziale riscaldamento di 2.5 °C entro il 2100, il fondo avverte che un'esposizione non gestita ai cambiamenti climatici potrebbe erodere il PIL pro capite globale di oltre il 20% e deprimere le valutazioni degli asset in tutti i settori.

Amministratore delegato Nicolai Tangen ha affermato che l'approccio del fondo è radicato nella prudenza finanziaria piuttosto che nell'imperativo morale: “L’economia globale non può resistere al cambiamento climatico, e nemmeno i nostri investimenti possono farlo.”

Amministratore delegato Nicolai Tangen

Focus su governance e coinvolgimento

Il piano 2030 di NBIM amplia il suo modello basato sull'impegno, enfatizzando la proprietà attiva per indirizzare le società in portafoglio verso obiettivi credibili di emissioni nette pari a zero entro il 2050. Il fondo prevede che le partecipazioni ad alte emissioni stabiliscano obiettivi con urgenza e che tutte le società in portafoglio abbiano tali piani in atto entro il 2040.

Ad oggi, il fondo ha tenuto quasi 1,000 riunioni sul clima e ha disinvestito da 44 società a causa di considerazioni sul rischio climatico, annullando otto disinvestimenti dopo una nuova valutazione. Tra il 2022 e il 2024, le emissioni finanziate dal portafoglio sono diminuite del 5% e l'intensità di carbonio media ponderata dell'11%, nonostante il valore patrimoniale netto del portafoglio azionario sia aumentato del 24%.

Il coinvolgimento a livello di consiglio di amministrazione rimane fondamentale. NBIM prevede di concentrarsi sulle aziende che rappresentano circa il 70% delle emissioni di Scopo 1 e 2 da lui finanziate, estendendo il proprio intervento anche alle aziende con elevati livelli di emissioni di Scopo 3 e a quelle più esposte a rischi fisici o legati alla natura. Il fondo continuerà a votare contro i consigli di amministrazione privi di una supervisione credibile sulla transizione e a presentare proposte agli azionisti laddove il dialogo si riveli inefficace.

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Integrazione di finanza, dati e tecnologia

A livello di portafoglio, NBIM amplierà gli investimenti in infrastrutture per le energie rinnovabili, concentrandosi sulla produzione di energia, sull'espansione della rete e sullo stoccaggio, impegnandosi al contempo a "nessuna perdita netta di natura" nei nuovi progetti. Il fondo mira a ridurre l'intensità delle emissioni operative del suo portafoglio immobiliare non quotato del 40% rispetto ai livelli del 2019 entro il 2030 e a raggiungere l'obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050.

Un'innovazione chiave del piano è l'uso dell'intelligenza artificiale e di analisi proprietarie per rafforzare la gestione del rischio climatico. Il fondo integrerà i punteggi delle aspettative climatiche e le metriche di rischio direttamente nel suo simulatore di investimento, aiutando i gestori di portafoglio a identificare i "vincitori" della transizione in tutti i settori.

NBIM pianifica inoltre stress test sui suoi portafogli azionari e obbligazionari per valutare l'esposizione a scenari climatici estremi, integrando i risultati nelle decisioni di allocazione del capitale.

Espansione degli standard e delle infrastrutture di mercato

In qualità di investitore sistemico, NBIM utilizzerà la sua influenza per promuovere standard globali coerenti per la divulgazione di informazioni su clima e natura. Promuoverà l'adozione globale del framework dell'International Sustainability Standards Board e supporterà la Taskforce on Nature-related Financial Disclosures nella definizione di standard di rendicontazione finanziariamente rilevanti.

Il fondo sosterrà anche iniziative nell'ambito del Network for Greening the Financial System e sosterrà meccanismi di mercato come la Partnership for Carbon Accounting Financials (PCAF) e il Carbon Risk Real Estate Monitor (CRREM). Gli sforzi si estendono al perfezionamento delle metodologie per le obbligazioni con etichetta climatica, i mercati volontari del carbonio e la trasparenza nella promozione delle politiche aziendali.

Prospettive: affrontare transizioni irregolari

Il NBIM riconosce che il panorama politico globale rimane frammentato, con gli impegni climatici che avanzano e si ritirano a ondate dall'Accordo di Parigi. Il fondo avverte che tale incoerenza aumenta la probabilità di una transizione disordinata, causata da ritardi nelle politiche, divergenze regionali e progressi tecnologici disomogenei.

Sebbene permangano incertezze circa i tempi e la geografia degli impatti fisici del clima, il piano 2030 di NBIM considera l'adattamento climatico e la protezione della natura come elementi centrali per la resilienza finanziaria. Per gli investitori, il messaggio è esplicito: la decarbonizzazione non è più una questione ESG marginale, ma un fattore determinante del valore a lungo termine nei mercati dei capitali globali.

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